L’approccio al Neuro Marketing nei siti web

8 feb 17

Facciamo un piccolo gioco.

Prima parte: siamo degli imprenditori e abbiamo deciso dopo anni di attività di aprire un nostro negozio di vendita on-line; supponiamo di vendere scarpe. Chiediamo ad una web agency, o ad un amico, di crearci un e-commerce e diamo il via all’attività. Dopo un po’ di tempo però ci accorgiamo che gli ordini scarseggiano.
“Ma perché il nostro sito non vende? E’ così semplice da usare! È così bello esteticamente!” diremmo tra di noi e probabilmente chiuderemmo il sito da lì a poco tempo.

Seconda parte del gioco: non siamo più gli imprenditori ma dei normali utenti web, che hanno bisogno di un nuovo paio di scarpe. Un negozio online in particolare ha proprio le scarpe che desideriamo: è l’e-commerce dell’imprenditore di prima. Entriamo e diamo un’occhiata: le nostre scarpe sono là, le aggiungiamo al carrello, ma un momento… le spese di spedizione? E se le scarpe non mi andassero bene come faccio per restituirle?
“Qui non c’è scritto nulla, meglio controllare in un altro sito”.

Fine del gioco.

Vi è chiaro qual è il problema?

Il cliente non ha trovato facilmente le informazioni che stava cercando per poter completare l’acquisto. L’errore principale che ha fatto il nostro imprenditore è stato di non capire cosa avrebbe potuto facilitare il processo; insomma non si è messo nei panni del potenziale cliente.

In un qualsiasi negozio “fisico”, qualora si cerchi un’informazione e non la si trovi, la si può chiedere ad un commesso; online, a meno che non vi sia una chat (e un addetto subito pronto a rispondere), l’utente è solo. È necessario quindi prevedere il comportamento di chi visita il nostro sito o la nostra pagina e-commerce in maniera tale da permettergli di proseguire nel suo acquisto senza incontrare troppi ostacoli.

É qui che entrano in gioco il Neuromarketing e la User Experience. Non abbiate paura, il concetto che sta dietro a questi termini è molto più semplice di quello che si possa immaginare.

Neuromarketing e User Experience

Il neuromarketing è una nuova disciplina a cavallo tra il marketing tradizionale e le neuroscienze che ha come obbiettivo quello di capire, illustrare ed analizzare ciò che accade nel cervello di una persona quando riceve degli stimoli (immagini, video, pubblicità, ecc…) e di determinare quali sono le strategie migliori da attuare per spingere la persona all’acquisto o conversione. In poche parole, è “la scienza della persuasione all’acquisto”.

Il concetto di user experience (o UX, “l’esperienza di utilizzo”) è strettamente correlato al mondo del neuromarketing, in quanto fa riferimento a ciò che prova una persona quando utilizza un prodotto, un servizio o visita un sito web.
Al centro di queste discipline vi è quindi il cliente, colui che usufruisce del servizio, e che viene analizzato nei sui comportamenti, nelle emozioni che prova, al fine di migliorare i siti e renderli più semplici ed intuitivi.

Come facciamo ad analizzare il nostro utente?

Gli strumenti utilizzati in questi ambiti sono diversi e per la maggior parte sono di derivazione medica. Tra questi, quello che trova maggior applicazione è sicuramente il monitoraggio Eye Tracking; una metodologia di analisi che permette di registrare ed analizzare il movimento dell’occhio di un mentre naviga un sito web, individuando i punti su cui si sofferma maggiormente e su cui focalizza la propria attenzione. Numerosi studi hanno verificato la sua validità, soprattutto se paragonato ad una più comune analisi di MouseFlow (mera registrazione ed analisi del movimento del mouse).

Se poi vogliamo entrare ancora più a fondo nelle nostre analisi, di recente sono stati introdotti sistemi di riconoscimento facciale (FRS – Facial Recognition System), che tramite delle apposite webcam ad alta qualità permettono di catturare i micromovimenti del volto umano, traducendole nelle emozioni provate dal tester.

E se vogliamo “veramente” entrare nella testa dell’utente e carpire quali emozioni prova?

Beh, lo possiamo fare grazie ad un elettroencefalogramma (o EEG). Dimenticate quelle cuffie con metri di cavi attaccati. L’EEG utilizzato per analisi di neuromarketing ha un design più confortevole (da un simil caschetto a una semplice fascetta da mettere in testa) e non sono neanche poi così scomodi. Qui l’analisi si fa più interessante, anche se il processo di elaborazione dati diventa più complesso.

Ancora, utilizzata solo in ambito di ricerca, è la risonanza magnetica (fRMI), che necessita di un certo livello di specializzazione. E’ parecchio ingombrante e dispendiosa. In questa sede non approfondiremo l’argomento, ma sappiate che viene utilizzata anche per studi di questo tipo.

Bene, abbiamo quindi visto che possiamo rilevare il movimento oculare, le espressioni facciali e le emozioni del nostro tester. Ci fermiamo qui? No, vogliamo di più!

E’ possibile inoltre analizzare la sudorazione con un dispositivo GSR, oppure controllare la sua attività elettrica muscolare e/o cardiaca (EMG/ECG).
Ma state tranquilli, non è necessario che ricorriate a tutto ciò per capire se il vostro sito funziona o meno; una semplice analisi Eye tracking vi può già dire molto sul vostro sito e renderlo definitivamente a prova di utente.

Noi questo servizio lo offriamo già, ed alcuni nostri partner hanno visto schizzare in alto il loro tasso di conversione / vendite.

Se siete interessati e volete approfondire il nostro servizio visitate il sito www.neurowebdesign.it, oppure scriveteci ad info@neurowebdesign.it. Saremo felici di rispondere ad ogni vostra curiosità e di mostrarvi cosa possiamo fare per aiutarvi a migliorare le performance del vostro sito web e renderlo “User Friendly”.